In 25 anni la Scuola di Fumetto di Asti ha lanciato tantissimi allievi nel mondo della professione. Ora una piccola mostra lo mette in risalto nello Spazio Verticale della Biblioteca Astense. Sabato 18 marzo è avvenuta l’inaugurazione di “25 anni di talenti”, curata da Marco Avoletta, con il contributo di Silvia Serpi.

Negli orari di apertura della biblioteca, dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 18, sabato dalle 9 alle 13 si possono ammirare le tavole di Alessio Moroni, ora disegnatore della Sergio Bonelli; delle diabolike Giulia Massaglia e Stefania Caretta, di Letizia Veiluva, artista a 360°; di Stefano “Pedro” Porro, di Elena Barberis, scenografa e insegnante di Manga, di Francesco Scrimaglio, uno dei disegnatori di “Martino di Loreto”, oltre che degli stessi Avoletta e Serpi.

La mostra sarà visitabile sino a fine aprile.

25 ANNI DI TALENTI

E’ stata una cerimonia in cui non poteva non essere ricordato Luigi Piccatto, a cui è stata dedicata l’esposizione. Il disegnatore di Castagnole Lanze, scomparso lo scorso martedì, è stato uno dei principali artefici della fondazione della Scuola nel 1998. Gli hanno reso onore la nuova direttrice della Biblioteca “Giorgio Faletti” Alessia Conti alla sua prima uscita pubblica, la presidente Roberta Bellesini, l’ex dirigente del Comune Gianluigi Porro. Donatella Gnetti ha mostrato la locandina, donatagli di recente da Piccatto, di “Martino di Loreto”, il graphic novel storico medievale ambientato nella Terra Astesana, realizzato insieme a Renato Bordone e alle cui matite aveva collaborato Luca Bosio, scomparso pochi mesi prima l’uscita del volume.

I curatori della mostra, Marco Avoletta e Silvia Serpi hanno frequentato la Scuola seppur in anni diversi: Avoletta ha intrapreso poi la strada di grafico, specializzandosi nel settore dell’animazione; Serpi ha fondato l’associazione Alfa. Entrambi fanno parte dell’associazione Atf che da due anni ha in gestione dal Comune la Scuola del Fumetto di Asti, con sede all’Informagiovani. “Nell’allestimento dello Spazio Verticale abbiamo pensato a un prima e a un dopo – ha spiegato Avoletta -, dai primi disegni sui banchi della Scuola a quelli attuali per le case editrici in cui lavorano”.

Foto di Franco Rabino